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Eppure
Eppure l’Italia è un paese con un’anima. Ne parlavo l’altro giorno, passeggiando per Bari vecchia: in Italia ovunque vai hai sempre qualcosa da guardare.
È un paese che trasuda storia, che mostra arte e poesia in ogni angolo.
Puoi tenere lo sguardo rivolto verso il basso e troverai strade antiche, percorse da personaggi che hanno scritto la storia del mondo; o puoi camminare a testa alta osservando monumenti ed edifici antichi.
Lo respiravo questa mattina, mentre facevo due passi per le strade di una Bologna ancora addormentata, aspettando il treno.
Eppure l’Italia ogni giorno che passa diventa sempre più come una vecchia puttana: ha ancora il suo fascino, e molte storie da raccontare; è capace, se vuole, di sedurti con un solo sguardo. Ma è letale, piena di malattie e devastazione. E più ma frequenti e più corri il rischio di farti contagiare.
Non è sempre stato così. E non mi riferisco al fiero popolo romano o agli artisti rinascimentali che ancora oggi tutti ci invidiano.
Parlo di trenta, quaranta anni fa.
Quando l’Italia era capace di sollevare la testa e lottare. Sputava sangue e pallottole.
Adesso c’é solo rassegnazione. Un tempo, contro i governanti corrotti e i soprusi si levavano grida di sdegno e proiettili. Oggi solo urla di dolore e suicidi.
Eppure un tempo l’Italia aveva un popolo fiero. Che non si è mai fatto schiacciare.
Davvero vent’anni di puttane in televisione e calcio e milioni di posti di lavoro promessi hanno schiacciato un popolo intero, riducendolo a una schiavitù rassegnata?
Senza freni
Senza freni mi accingo a correre nuovamente, seguendo semplicemente l’impulso diventato necessità.
Accendo una sigaretta. Non fumo, ma l’odore del tabacco nell’aria mi accompagna sempre in questi momenti. Dovrei fare come mio fratello, e comprarmi una pipa.
Verso un po’ di scotch nel bicchiere e bagno appena le labbra. Il sapore è un po’ troppo forte per i miei gusti ma non ho altro in casa.
Infilo il foglio nella macchina da scrivere e appoggio la schiena alla sedia. Accarezzo i tasti con le dita; mi sento teso, come se fosse il seno di una donna che non vedo da troppo tempo.
Un’amante lontana mai dimenticata.
Sospiro, e ricomincio a scrivere.
Senza freni.
Ecco qui una prova di decorazione con cioccolato nero!
Dato che le richieste sono svariate, mi sono ritrovata a dover realizzare una torta con “sfondo” nero, ma non è facile riuscire a creare qualcosa di carino. Io ci ho provato con il cioccolato plastico, con il quale ho ricoperto la torta, e poi realizzato i fiori.
The Simpsons opening, Game of Thrones style
(via closetome1)
give me hot old women in high heels
with asses that forgot to get old. — Charles Bukowski (via theguccislut)



